CAMERA E Il Suo SPACE

CAMERA e il suo SPACE

“Dopo la bruciatura, il campo rinasce”. Lo dice, presentando Ametsuchi 2012, la sua opera in concorso, Rinko Kawauchi, la fotografa giapponese tra i dodici finalisti al Prix Pictet, l’importante premio fotografico internazionale dedicato al tema della sostenibilità. Siamo a Torino negli spazi espositivi di CAMERA – Centro italiano per la Fotografia, unica sede italiana scelta per la presentazione delle opere finaliste nel circuito espositivo mondiale che comprende Londra, Zurigo, Tokyo, Stoccarda, Bruxelles, Mosca, New York, San Diego e Città del Messico.   Space: lo spazio del mondo Il tema del Prix Pictet per il 2018 è Space, lo spazio. Un tema di così vasta portata da aver toccato davvero in profondità la sensibilità creativa di molti artisti, che hanno risposto nei modi più vari e talvolta persino imprevedibili. “Molte foto non sono quello che sembrano – ha commentato presentando la mostra il direttore di CAMERA Walter Guadagnini - e questo è il fascino della fotografia contemporanea!”.   Space: il mondo desolato Ne sono un esempio le opere di Munem Wasif: Land of Undefined Territory 2014-15. Uno scenario apparentemente desolato, fuori dallo spazio e dal tempo, che invece, attentamente osservato, denuncia l’aggressiva presenza dell’uomo.   Space: il mondo troppo affollato O…

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Zuppa Inglese, Il Dolce-simbolo Dell’Emilia

Zuppa inglese, il dolce-simbolo dell’Emilia

In realtà dentro non ci si inzuppa niente, perché è un dolce al cucchiaio. Sul perché si chiami inglese non mi pronuncio, visto che a casa mia nessuno se lo è mai chiesto. Che le sue origini, perse nella notte dei tempi, siano però sicuramente emiliane lo potrei giurare anche in tribunale: soltanto qui la sanno fare come si deve. Il che non significa però, come sempre capita ai piatti della tradizione italiana, che le sue variazioni sul tema non siano innumerevoli, tante forse quante sono le famiglie che se ne tramandano la ricetta. Una costante però: l’alchermes! Con il suo colore rosso (e ci sarà anche del colorante, pazienza!) da bambina mi sembrava una pozione magica. La ricetta che segue arriva da Reggio Emilia e risale a mia nonna, ma la mamma deve averla sicuramente ritoccata, come lei faceva sempre con qualsiasi piatto uscisse dalle sue mani. La foto in evidenza immortala invece la mitica zuppa inglese della Trattoria ALDINA di Modena, che non mi lascio mai scappare quando sono da quelle parti. Ogni volta, per me, una madelaine che mi riporta all’infanzia…   INGREDIENTI (per quattro persone)   1 litro di latte 4 tuorli d’uovo 4 cucchiai di…

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Anche A Ceres è Primavera

Anche a Ceres è primavera

“Cuore bianco e punta ancora rossa di quando la neve va via”. Lo dice Francesco Eblovi, chef insieme con Samuele Riva all’Hotel Valli di Lanzo di Ceres. La neve è quella del Pian della Mussa, in Val di Lanzo, ancora abbondante in questo fresco maggio ormai inoltrato. E la descrizione non è quella di un quadro d’autore ma del tarassaco con l’uovo sodo sbriciolato sopra, raccolto rigorosamente a mano, che mi viene presentato. È l’imperdibile appuntamento di primavera cui non mancherei per nulla al mondo. Ogni volta, lo dico tutti gli anni, il piatto migliore della mia vita. Ceres: i piatti della primavera Altro regalo della stagione, i funghi. Quest’anno porcini e spugnole insieme. Un evento eccezionale, come spiega ancora Francesco, mostrandoli prima di portarli in cucina. E i piatti che arriveranno in tavola poco dopo confermeranno in pieno le aspettative. Ecco i porcini affettati sottilissimi sulla carne cruda battuta al coltello; seguiti dalla spugnole con patata all’olio che accompagnano le animelle – ma anche, per i meno coraggiosi come me – una accattivante tagliata di vitella. Ceres: partire per poter ritornare Altro regalo della primavera sono gli asparagi selvatici, da non confondere – raccomanda sempre Francesco – con i luvertin: perché…

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Casa Vicina Racconta La Sua “terra”

Casa Vicina racconta la sua “terra”

Che cos’è “terra VICINA” lo racconta benissimo lui, il candido e tondeggiante Saras del Fen, con la sua sola presenza. Davvero elegante nella sua campagnola semplicità che profuma di fieno, non stona per nulla nel raffinato contesto della sala da pranzo del ristorante Casa Vicina, una stella Michelin e fiore all’occhiello di Eataly Torino Lingotto. Certo perché il progetto che lo ha visto protagonista, nella settimana dal 7 al 13 maggio 2018, e che anticipa altre due prossime analoghe iniziative, proprio qui trova la sua ragione d’essere.   terra VICINA a Casa Vicina   “terra VICINA”: racconti di gusto con i produttori nasce da un’idea della Famiglia Vicina – cinque generazioni da 116 anni nel mondo della ristorazione – in partnership con la Piazza dei Produttori, lo spazio di Eataly Lingotto dove i piccoli produttori locali vengono a raccontare e proporre i frutti delle proprie fatiche. Per una settimana al mese, in maggio, settembre e novembre, il ristorante Casa Vicina proporrà, in compagnia dei produttori selezionati per l’occasione, un menu ad hoc pensato su di un’eccellenza del territorio. A maggio è stato il Seras del Fen, a settembre sarà la volta di alcune tipicità del Canavese e a novembre del…

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Dove Va Il Nostro… CIBUS?

Dove va il nostro… CIBUS?

In giro per gli stand del 19° Salone Internazionale dell’Alimentazione, altrimenti detto CIBUS, aperto alle Fiere di Parma dal 7 al 10 maggio 2018, mi sorprendo, come da tempo non mi capitava. Abituata alla ricerca, nel cibo che mangio, di profumi, sapori, consistenze il più possibile “veri e genuini”, scopro che qui li sto trovando tutti, come si dice, a ogni piè sospinto. Sarà questo il CIBUS? Tutte queste meraviglie – il trancio di pizza “campagnolo”; il gelato “artigianale”; il succo di puro limone di Sicilia; financo i pomodorini essicati al sole…del Canada; per non parlare poi dei deliziosi tortellini della “nonna” di una notissima marca industriale – tutto questo, dico, e molto altro ancora, non è frutto di consumate abilità artigianali ma di attentissimi e scrupolosi passaggi tecnologi, dove la chimica e l’abbattimento della temperatura hanno un ruolo fondamentale. Certo la sicurezza alimentare di ciò che mangiamo ha tutto da guadagnare da questi sofisticati passaggi; ma come la mettiamo col “buono, pulito e giusto” di campestre o bio provenienza che sembrava ormai un raggiunto e consolidato “ritorno al futuro”? Non lo so e ci sto riflettendo. Siccome però io dovrei essere – mi dicono – una sorta di influencer…

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