Torta Di Riso…à L’ancienne

Torta di Riso…à l’ancienne

Antica antica deve esserlo davvero questa Torta di Riso che ben conosco fin dall’infanzia. Onnipresente nella credenza di casa, vicino al cestino del pane, andava bene in tutte le occasioni: merenda, colazione, spuntino, fine pasto… Dolce di stretta tradizione contadina, credo che in Emilia la conoscano tutti. Ho scoperto che invece non è così altrove, quindi ho deciso di trascriverla dal Quaderno della mamma. E ovviamente di farla: se no, dove avrei trovato la foto?                INGREDIENTI (per 6/8 persone):   1 litro di latte, meglio se intero 150 gr di riso, preferibilmente non Carnaroli 100/150 gr di zucchero 3 uova buccia di un limone un pizzico di sale volendo, ½ bicchierino di liquore                   PREPARAZIONE: Mettete a bollire il latte con il sale e la buccia di limone (che poi toglierete). Se avete più pazienza, potete invece grattugiarla e aggiungerla a fuoco spento. Quando il punto di ebollizione è raggiunto, versate il riso e calcolate circa 10 minuti di cottura alla ripresa del bollore. Non usate un riso “che non scuoce” perché qui invece deve assorbire il più possibile il latte. Nel frattempo preparate lo…

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TotoeVice_VetranoRandisi
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ASTI 40 TEATRO: un compleanno di giovinezza

«Compiere 40 anni a me ha portato fortuna – esordisce Emiliano Bronzino, alla sua seconda direzione artistica di AstiTeatro – e così spero sia per mio Teatro». Un compleanno che è anche un traguardo e che a me suscita un po’ di tenerezza. Come fosse quello di un giovane amico, che ho visto nascere e che ora è diventato adulto e pieno di promesse. Mi ha fatto quindi particolarmente piacere scoprire, nel nutrito Cartellone 2018, un omaggio agli spettacoli e agli attori che, passando di qui, hanno fatto la storia del Teatro. E cito soltanto, perché è un mio ricordo personale e non voglio fare torti a nessuno, Paolo Rossi e Lucia Vasini. Ma so che tornerò, per rivedere e vedere anche quello che negli anni mi sono forzatamente perso. E spero anche nel moltiplicarsi degli spettacoli itineranti… Tra le curiosità, e sono tante, di questa edizione due mi sembrano da citare, soprattutto per chi, come me, è “addetto” ad altri lavori. La Maratona Alfieriana, di sabato 30 giugno: una 24 ore dedicata al poeta, dentro e fuori Palazzo Alfieri. Sarà impreziosita da letture, momenti musicali, e …degustazioni di eccellenza, cioccolata calda in primis. Il progetto AstiTeatro Nuovi Terroir :…

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DA DARIO: Eppure C’è La Trattoria

DA DARIO: eppure c’è la trattoria

DA DARIO: una trattoria incontrata per caso, su suggerimento di un amico – grazie, Fausto Goggio – e subito riconosciuta come “il posto giusto”. Giusto per l’aspetto, dentro e fuori, che ha conservato, con un’intelligente ristrutturazione, l’atmosfera d’antan della precedente vineria. Giusto per l’accoglienza, cordiale e professionale, del giovane proprietario. Giusto soprattutto per l’offerta della cucina, presentata con accattivante nonchalence sulla tradizionale “carta da macellaio”. E giusti i piatti, che sono quelli della nonna - perché ci raccontano di una nonna cuciniera – ma scelti con attenzione e ripensati con mano sicura perché possano essere apprezzati come meritano dal gusto contemporaneo. Tradire un poco per tradere con saggezza: come è giusto che sia perché funzioni davvero.   I piatti di Dario   Noi abbiamo cominciato con l’Antipasto misto della casa: insalata russa, flan di verdura, vitello tonnato, peperoni bagna caôda, acciughe al verde. Che altro si potrebbe desiderare? Soprattutto se i sapori sono, anche loro, quelli giusti: finalmente non omologati, ma coraggiosamente autentici. Come gli Gnocchi al Castelmegno, forse un tantino modaioli ma davvero godibili. Come la coraggiosa Trippa alla Savoiarda, che soltanto in un posto come questo ci si aspetta di trovare. Come gli ottimi, davvero ottimi, Capônet, serviti…

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Asparagi, Che Passione

Asparagi, che passione

Gli asparagi con l’uovo al burro sono buoni, anzi buonissimi. Da noi, in Emilia, non erano un piatto così frequente, nemmeno in stagione. Ho imparato a cucinarli da grande, una volta arrivata in Piemonte,  e sono stata io questa volta  a insegnare la ricetta alla mamma. Con ottimi risultati, almeno da parte sua.                               Dosi (per due persone): 700/800 gr di asparagi 2 uova burro q.b. parmigiano reggiano 36/48 mesi sale, pepe                               Preparazione: Asparagi freschi di stagione, quelli che preferite. Io uso, quando li trovo, quelli rosa di Albenga, che a mio parere hanno un gusto più deciso. La cottura degli asparagi: punto dolente! Dopo vari tentativi, ho escogitato un sistema assai poco ortodosso, ma che funziona. Raschio la parte bassa del gambo, li lavo sotto l’acqua corrente, quindi li dispongo sdraiati in una padella dai bordi alti, dove già sono a bollore due dita di acqua leggermente salata. I tempi di cottura saranno brevi (10 minuti circa, controllate con una forchetta) e, a mio parere, gli asparagi non ne risentiranno.…

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Bonzano Vini – Tenuta Della Mandoletta
Bonzano Vini – Tenuta Della Mandoletta Bonzano Vini – Particolare Della Meridiana, Tenuta Della Mandoletta Bonzano La Mandoletta LR 92 Bonzano La Mandoletta LR 96 015 La Famiglia Bonzano E Donato Lanati 011 Bonzano Vini Preview Expo Y4A8121

Bonzano: vigne e vini del Monferrato

“Abbiamo fatto vini territoriali, che piacciono perché sono “a misura d’uomo”, esattamente come il Monferrato, una terra che amo da sempre”. Lo ha detto Donato Lanati, l’enologo che i fratelli Enrico, Stefano, Massimo Bonzano hanno scelto perché li aiutasse a “fare” il vino. Il loro vino. Quello che hanno deciso di far nascere dalla terra che circonda la Tenuta La Mandoletta, la casa dove abitano, tutti insieme con le loro famiglie, sulle colline che circondano Casale Monferrato. Un progetto nato nel 2011 con l’impianto delle vigne e che ora vede il suo primo compimento.   Monferrato: un territorio vocato   Il Monferrato. Che per i fratelli Bonzano è il luogo del cuore e che per Lanati, lombardo di nascita ma piemontese, anzi monferrino, d’adozione, è il luogo della scoperta: “Sono affascinato dal Monferrato e ci vivo convinto da oltre quarant’anni perché è un territorio che ogni giorno dà qualcosa di positivo. Qui l’agricoltura è a misura d’uomo e percorrendo una qualsiasi strada di campagna si scopre un paesaggio dolce che a ogni curva regala alla vista una nuova emozione”. Monferrini dunque, e a misura d’uomo, non per caso ma per scelta sono i vini che abbiamo degustato in anteprima, e…

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Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014
Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014 Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014 Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014 Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014 Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014 Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014 Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014 Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014 Bouddha De L'exposition 100 Ans Au Musée Savoisien - Chambéry, France - 15.04.2014

Carlo Magno va alla guerra

Cortois et avenant, fier et hardi è il giovane Girart, fedele scudiero di Carlo Magno. Affascinante è la duchessa di Borgogna, fresca vedovella, che ha les euz verz …la face plus blenche que n’est noif sor gelée. Allora perché la scintilla della passione tra loro non scatta al primo sguardo? Tutta colpa dell’amor cortese e del suo rigidissimo codice di comportamento, che vieta a una dama… La storia di Girart... No, la storia è troppo intrigante per svelarla in anticipo. E soprattutto per privare del piacere di scoprirla da soli, passo passo, facendosela raccontare dal ciclo pittorico gotico – quaranta metri di pitture parietali – in prestito dal Musèe Savoisien di Chambèry e allestito, nella suggestiva Corte Medievale di Palazzo Madama, in questo davvero unico Carlo Magno va alla guerra fino al prossimo 16 luglio. La mostra di Palazzo Madama Suddivisa in 10 sezioni, di cui le pitture murali sono la parte più estesa e forse più significativa, la mostra comprende anche altri preziosi documenti, a testimonianza della vita nei castelli tra Italia e Francia al tempo dell’amor cortese. Ci sono le armi, le stesse che venivano indossate in guerra e nei tornei, che della guerra richiedono lo stesso impegno e spesso…

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Chips
Chips Insalata Russa IMG 6846 Risotto Bottarga, Limone E Prezzemolo Orizzontale Dolce Al Cioccolato Cioccolatini Chef Stefano Sforza

La coraggiosa primavera de Les Petites Madeleines

Una sorpresa il menu di primavera a Les Petites Madelaines, il ristorante del Turin Palace Hotel di Torino, da poco rinato agli antichi splendori. Alla cucina di Stefano Sforza, di cui già conoscevamo passione e fantasia, si è infatti ora aggiunto un nuovo ingrediente, tanto raro quanto prezioso: il coraggio! Che lo chef ha voluto, con giocosa fiducia, condividere con gli ospiti della sua tavola. E noi, volentieri, siamo stati al suo gioco.   Les Petites Madeleines: le entrées   Un colorato, e ben calcolato, disordine l’arrivo in tavola delle entrées, tra cui scegliere o “assemblare” il proprio piatto. Come l’insalata russa, servita con chips e ventresca di tonno a parte; come le originali uova “fresche” di crema di piselli; e infine la gradevole centrifuga di mele in fiala, da bere per “pulire” la bocca e prepararla al …resto!   Les Petites Madeleines: i piatti   Piacevolmente inedito il risotto bottarga limone e prezzemolo; divertente il pollo ruspante presentato in diverse versioni: suprema, raviolo ripieno delle cosce, piccola ( e trionfale ) finanziera . Ed eccolo, il gesto di coraggio dello chef, l’attesissimo clou: cuore cavolo viola fermentato e salsa al rafano. Un vero “cuore nel cuore” per la presentazione,…

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GIUDICE Di Strada Valsalice: Un Gradito Ritorno

GIUDICE di Strada Valsalice: un gradito ritorno

Da GIUDICE, vera istituzione della ristorazione torinese, si veniva la domenica a celebrare il rito del pranzo di famiglia. Ma – udite udite: è questo il vero ricordo – anche “da soli”, con gli amici e i compagni di scuola. Perché noi, generazioni senza discoteche né birrerie né tantomeno, lounge bar, non avevamo troppo occasioni per uscire la sera. E invece da GIUDICE si poteva: luogo permesso, amichevole e sicuro. Come però spesso capita alle istituzioni, persino alle più meritevoli, col passare del tempo qualcosa si era andato logorando, fino a far pensare che anche il buon tempo antico di GIUDICE fosse tramontato.   Il ritorno di GIUDICE Una sorpresa quindi vederlo piano piano rinascere, sotto l’attenta guida di Carmelo Damiano e Marco Granato, affiancati ora dalla professionale presenza in sala di Diego Bava. Una sorpresa che si è tradotta in piacevole ri-scoperta all’assaggio del loro rinnovato menu. E siccome per tramandare un pizzico di tradimento è indispensabile, proprio per poter stare al passo coi tempi, possiamo dire che i piatti di Carmelo e Marco davvero rispecchiano lo spirito della cucina di GIUDICE.   GIUDICE: i piatti E lo diciamo pensando a un piatto in questo senso davvero esemplare, come…

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Il Dolcetto, Questo Sconosciuto… Ma Non A Montelupo Albese

Il Dolcetto, questo sconosciuto… ma non a Montelupo Albese

È lui, il piemontesissimo Dolcetto, il vino che esprime al meglio il senso delle radici contadine e vignaiole di questa terra. Diffuso con ben tredici denominazioni d’origine in sei diverse zone di produzione, tutte comprese in quelle Langhe ormai così note in tutto il mondo da quando l’Unesco le ha riconosciute Patrimonio dell’Umanità. Eppure, eppure… al di fuori dei confini della Regione, appena “varcato il Ticino” tanto per intenderci, il Dolcetto diventa un illustre sconosciuto. Complice forse il nome, da cui nasce l’equivoco. Perché il Dolcetto non è affatto un vino dolce, ma semplicemente quello che viene da un dussett , un piccolo dosso, un “dolce declivio” , su cui un tempo si coltivavano le viti di famiglia, con cui fare il vino di casa. E quindi la scommessa del Dolcetto, giovane vino nonostante il suo lungo e nobile passato, è appena cominciata e ora si prepara ad affrontare nuovi mercati.   Montelupo Albese: la scommessa del Dolcetto Una scommessa che sta portando avanti con determinazione un gruppo di produttori di Montelupo Albese, un pugno di case tra le vigne a due passi da Alba. Matteo Destefanis, Teresio Brangero, Claudio Giachino, Giorgio Sobrero, Raffaella e Maurizio Marello hanno scelto di…

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Festeggiano a Torino le Donne del Vino del Piemonte

Le Donne del Vino del Piemonte hanno festeggiato i loro primi 30 anni lo scorso 4 marzo 2018 trascorrendo insieme la serata al Museo del Cinema di Torino. Il luogo non è stato scelto a caso, perché il tema dell’incontro, “Donne, vino e cinema”, introdotto dalla Presidente dell’Associazione Donne del Vino Piemonte Renata Cellerino, verteva proprio sulla presenza feminile, e ovviamente sul vino, nella storia del cinema.   Ha aperto la serata un intervento della nipote di Vittorio Nino Novarese, costumista e sceneggiatore. Fortemente legato al territorio piemontese, in particolare all’Alto Monferrato, dove era solito soggiornare e ispirarsi, Novarese è stato vincitore di due premi Oscar: per Cleopatra, nel 1964, e per Cromwell , nel 1971.   Moderati dalla docente universitaria Giusi Mainardi, sono quindi intervenuti sull’argomento scelto: - la regista, e coltivatrice, Emanuela Piovano, che ha illustrato il suo film “Le stelle inquiete”, un omaggio alla filosofa francese Simone Weil; - il critico cinematografico Steve Della Casa, che ha parlato di Mario Monicelli e illustrato alcuni aneddoti legati al film “Speriamo che sia femmina” del 1986; - la giornalista Silvana Delfuoco, che ha divagato sul tema, ricordando episodi di film di varie epoche legati tra loro da vino e presenze femminili.…

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